giovedì 29 dicembre 2011

Ode a ...



Sguardo stupito
si perde all'orizzonte,
saluta il nuovo giorno,
penetra l'anima
a portar calore e nutrimento

Dolce sorriso
spegne la notte,
accende il desiderio
di gettarsi fra le sue chiome
sospinto da pensieri ricorrenti

Voce si leva
come a risvegliar
dal sogno abbandonato
ormai sul cuscino
compagno della notte

Profumo arriva
a scaldare il cuore
porta nuove emozioni
compagne di un viaggio
verso un percorso di vita

Immagini veloci
fissate nella mente
da dolci fantasie
scorrono nitide
sul terreno dei sentimenti,
tornano vive
ad ogni mio bisogno

Ti terrò sempre con me
dove nessuno potrà rubarti,
ti ascolterò alzare la voce
nell'aria dolce del nuovo giorno,
ti aspetterò
per viverti nel tepore della sera

E tu sarai sempre
dentro di me,
ad aspettarmi
per alleviare solitudine infinita
senza chiedere niente


mercoledì 21 dicembre 2011

Alternanza


Giorni di pioggia
grigi, lenti a passare
da lasciare solchi
nelle pieghe dell'anima

Alternanza di vuoti e di gioia
inconsapevole deserto di aspettative

Un turbinio di pensieri
intorno alla vita roteante
come una girandola
mossa del vento impetuoso

Alternanza di sereno e di nuvole
fra emozioni e paure

Le mani
si sono serrate
ritrovando quella forza
incrinata da giorni di attesa

Alternanza di sogno e realtà
a risvegliare un profondo sentimento

Un raggio di sole
stamani ha segnato la rotta
ritrovando la fiducia
smarrita nel vuoto della sera

Alternanza di stelle e di luna
ad illuminare anche la notte buia

Il sorriso degli occhi
ha agitato le foglie degli alberi
ed il cuore si è inventato
capriole sul prato della vita

Alternanza di parole e silenzi
per riprendere un cammino interrotto

Mentre le parole
percorrevano una strada mai smarrita,
ho assecondato l'anima
per un volo senza fine,
la seguirò senza indugio
per spaziare
nei cieli infiniti

giovedì 8 dicembre 2011

Vorrei


Vorrei unirmi al suo cuore
con un filo sottile
per non disturbare l'anima inquieta

Vorrei donare un piccolo raggio di sole
per scaldarlo nel silenzio della sera
e ascoltare il suo battito sereno

Vorrei vedere lacrime di gioia
mentre accarezzo la sua pelle
e sfioro labbra sorridenti

Vorrei far parte di quei sogni
di quei pensieri, di quei desideri
e dissetarmi alla fonte della sua essenza

Vorrei entrare nella sua vita
in punta di piedi senza far rumore
per donare un'amore infinito

Vorrei perdermi in uno sguardo
per volare libero sul mondo
intrecciando la sua mano con la mia

Vorrei bere il suo respiro
per calmare la mia sete
e scaldare una vita solitaria

Vorrei



lunedì 28 novembre 2011

Desideri


Vorrei che alla sera
la luna illuminasse il cammino
e la notte non oscurasse
la strada già percorsa

Vorrei che il mare
facesse sentire la sua voce
e le onde leggere
accarezzassero l'anima inquieta

Vorrei lasciare al vento
i miei baci pieni d'amore,
portatori di un desiderio infinito
per posarli su labbra socchiuse

Vorrei donare alle stelle
i miei pensieri disseminati
sul sentiero di una vita
orfana di un puro sentimento

Vorrei scacciare tutte le paure
gettandole dietro le spalle
per liberare l'anima ed il cuore
a ricevere amore infinito

Vorrei sempre e comunque
camminare, accarezzare, sperare,
alimentare una forte passione,
scacciare l'indecisione
riprendere quel percorso di nuova vita

Semplicemente vorrei amare
liberamente, incondizionatamente
e per sempre


mercoledì 23 novembre 2011

Respiro


Si è accesa una luce
fra le nuvole grige,
ha illuminato
una strada nascosta
dalle nebbie del tempo

La magia ha preso forma
in una mattina di sole
dopo giorni di attesa
pieni di speranza
all'ombra di un sogno svanito

I giorni ora scorrono
inseguendo un domani,
una chimera di vita
ritrovata per caso
nelle pieghe del sottocuore

Il tempo cammina,
eterno viaggiatore,
trovato finalmente il percorso,
volo inseguendo un gabbiano
libero dai lacci dell'anima

L'amore in fondo
è solo un percorso
verso un approdo in mezzo al mare,
raggiungerò il mio approdo
dal quale proseguire sino a toccare le stelle

Navigherò verso l'orizzonte infinito
cavalcando le onde minacciose
di traverso lungo la strada,
raccoglierò tutta la forza
abbandonata sul ciglio della via

Esplorerò quella terra lontana
per proteggerla dalle paure del mondo,
raccoglierò i suoi profumi
per darle sempre un sostegno
a superare le difficoltà del percorso

La troverò là, in fondo alla strada

sabato 19 novembre 2011

Prendimi


Nel mare del silenzio
cercavo il mio rifugio,
la serenità perduta,
la strada ormai smarrita

Nel silenzio ho percepito
sensazioni avvolgenti
in cerca di emozioni
per fuggire fra le nuvole

Nel silenzio ho cercato
il calore di una voce,
nel silenzio ho sognato
la dolcezza di uno sguardo

Hanno invaso il mio cuore
le parole del silenzio
riempendo quello spazio
annegato nel vuoto della vita

Ho scoperto che il silenzio
può parlare dell'amore
come mai immaginavo
senza fare il minimo rumore

Torna vivo il desiderio
di ascoltare la mia anima,
libera da ormeggi ormai consunti
si ciba del silenzio che invade l'aria

Dono questo silenzio
da colorare con tenere carezze
che sgorgano dal profondo
di quel mare da navigare
come gabbiani
in cerca della loro pace


domenica 13 novembre 2011

La strada del silenzio



Porta il silenzio
parole nel vento
soffiate fino al cuore

Segni indelebili
coperti da petali
seminati sul corso della vita

Fra le onde del mare
torno a vedere il sogno
di una strada infinita
persa fra le stelle

Passi incerti
alla luce fioca della luna
per ritrovar la vita
fra promontori e valli

Raccatto ricordi
freschi nella rugiada del mattino
abbandonati dal tempo
nel cassetto della memoria

Stesi sulla via
tornano a tessere
una storia vissuta
come un battito d'ali di farfalla

lunedì 7 novembre 2011

E' fiorita la malinconia


Parole disperse nel vento
non trovano la strada
tracciata dalle emozioni
di giorni trascorsi nel sogno

Barriere improvvise
chiudono il tempo e
il fluire della vita
mentre il sole affoga nel mare

Silenzi come lame
affondano fra le pieghe
del sentimento torturato
dall'indifferenza dell'amore

Sprazzi di felicità
riposti per sempre
nell'oblio lasciato
sotto un cielo ormai grigio

Rincorro fantasmi
su strade tortuose
portando fra le mani
la malinconia dell'autunno ormai fiorito



lunedì 31 ottobre 2011

Sogno in sottofondo


Dolci note
cullano gli occhi socchiusi,
vento di mare impertinente
mescola profumi
svolazzanti nell'aria
in un il lento movimento

Albero maestro
punta deciso il cielo
a mostrare il desiderio

Le dita la tastiera
solleticano
come a ripeter antico movimento

Sognano anfratti bui,
caldi, accoglienti, dolci
sapori salgono alla lingua

Liquidi invadono
svuotano l'anima
riportano ricordi

Desideri mai sopiti
tremano nel cuore,
vibrano

Chiudo gli occhi
prendo aria
risvegliato da un sogno

Forse

giovedì 27 ottobre 2011

Perdere


Mastico il fiato imboccato dal respiro
vagano i miei occhi nella notte
in ricordo di una china irta di baci
allacciati da una corda di emozioni

Voce altalenante entra nel cuore
passando per la porta dell'anima
mentre rugiada sul ventre si posa
come pioggia marzolina docile e leggera

Ammaestra la mia bocca
assaporala come profumo
di ciliegio a portare
fragranze di primavera

Dita leggere percorrono
il tempo mutevole del giorno
plasmano sensazioni
tenuto a freno dal vento del ricordo

Perdo la forma di quei capelli
il sorriso tagliente come lama
abbondanza di dolcezze
seminate come stelle su nel cielo

Perdo le mani sul mio petto
una voce snodata fra le note
a raccontar il dolore della vita
mentre sboccia la speranza




lunedì 24 ottobre 2011

Autunno


Colori in grigio
sparsi sul cammino
ostacoli improvvisi
a spigolo rivolti
scacciano baci
incatenati nell'anima

Serro le labbra
livide di freddo
ad imbrigliar la lingua
orfana di carezze
lasciate in riva al mare
ad osservar la sera

Pensieri a ceste
come foglie morte
rotolano dai pendii
dell'anima perduta
rimescolati da vento
silenzioso e inquieto

Segni d'autunno
entrato a forza
nel cuore
in un viaggio senza ritorno
a chiudere la speranza
di futura gioia




domenica 23 ottobre 2011

Freddo


E' tornato improvviso l'inverno
ha gelato il cuore
la mente, l'anima
accompagnato dal silenzio della sera

Parole scritte su un monitor
alla luce fioca della luna
non lasciano scampo
al buio che invade la stanza

Conservo quel nome
fra le dita dei ricordi
annodato nell'emozione
di uno sguardo fissato nel tempo

Ho perso il sostegno dei sogni
ormai rinchiusi in blocchi di ghiaccio
riposti nel freddo
che avevo dimenticato

L'ombra della notte
avvolge ogni cosa
la terrò come pietra preziosa
nell'attesa della luce

se verrà


mercoledì 19 ottobre 2011

Speranza in solitudine


Stamani i polsi stretti
da una cinghia di cuoio,
succhio latte
da madre solitudine

Insieme alla nebbia grigia
intimorisce perfino il mare,
invade l’anima
fino ad affogarla

Nessun suono ho udito
al risveglio dalla notte,
nessun colore ha ravvivato la parete
coperta da languide pennellate

Vorrei cantare come il pettirosso
che saltella sui davanzali
tenuto lontano da lei
che premurosa avvolge il cuore

Anche i sogni compagni di viaggio
svaniscono alla luce fioca,
mentre granelli di polvere
ricoprono la mente

Oggi il silenzio sara’ il pane
per sfamare il desiderio,
il vuoto il  sapone
per lavare tracce ormai sfumate,
la speranza il vento caldo
per allontanare lacrime di pioggia



lunedì 10 ottobre 2011

Contorsionista


Abbandonato sulla sabbia
dopo un viaggio infinito
lungo le strade sconosciute della vita
intrecciate in percorsi virtuosi

Come un contorsionista stanco
forgiato dalle esperienze passate
ha raggiunto una spiaggia
trasportato dalle onde del mare
Dopo giorni turbolenti in balia dei marosi
solitario affronta una quiete improvvisa
con l'anima colma di emozioni
imprigionate dai lacci del tempo
Riprende l'attesa infinita
di un'alta marea
che rompa gli ormeggi
per invadere il cuore con quel sentimento
racchiuso nei ricordi vissuti
di un sogno bruscamente interrotto



sabato 8 ottobre 2011

Ragioni


Semplicemente penso
mentre l'anima vorrebbe
assecondare
compagna solitudine

Chiudo gli occhi
e la passione accende il cuore
mentre tutto dentro me
vorrebbe trattenere quello sguardo

Nel silenzio di questa stanza
le parole abbandonano
la mente per trasferirsi
in un foglio immateriale
e affidarsi al vento
che le disperderà fra le onde del mare

Forse seguirò
la strada tracciata
per dare voce al brusio
dei miei pensieri
e donare quel sentimento
imprigionato dal buio della notte

Ho cercato una ragione
per amare senza condizione,
mille ne ho trovate
nascoste nel sottocuore
a illuminare il buio delle emozioni
come stelle nella notte




lunedì 3 ottobre 2011

Festa di pensieri


Mille lumini
accendono la malinconia
di una notte serena
sotto lo sguardo di una pallida luna

Spettacolo di luci
invade l'anima
ormai abbandonata
dal sogno di vita

Passo dopo passo
ripercorro la strada
lungo il fiume
svuotando lo scrigno dei desideri

Sguardi intensi si incrociano
nel frastuono assordante della festa
mentre il silenzio
occupa il profondo del cuore

Due corpi si distaccano
seminando baci e carezze
a rispecchiarsi nella luce
di giorni solitari

Fine di un sogno
mai iniziato,
mentre il sentiero dei ricordi
affogherà nel tempo.


martedì 20 settembre 2011

A ritrovar


Le mani si fanno
gerla dei sogni
seminati dal tempo
sulla strada della vita

Tra gli angoli di un bacio
lascio foglie di parole
alle carezze del vento
verso l'orizzonte lontano

Il silenzio sceso
nell'afa della sera
ha turbato l'anima inquieta
privata della forza di vita

Ballerò sulle onde del mare
sommerso dalla schiuma dei ricordi
a ritrovare nuova linfa
per inseguir le stelle

domenica 18 settembre 2011

L'ultimo scalino


Si è chiusa ormai la porta
lasciando un tappeto
di emozioni impolverate dal tempo
a ingiallire sotto un sole grigio

Rigagnoli di gioia
scolpiti nell'anima
inariditi dall'improvviso silenzio
a coprire un bimbo impaurito

Sono rimasti i sogni
seminati a caso
come note dimenticate
sullo spartito della vita

Li raccolgo ad uno ad uno
ordinati in fila
a memoria di un sentimento
abbattuto da un alito di vento

Scalino dopo scalino
la cima e' ormai sparita
nascosta dalla fitta nebbia
portata da un soffio di paura



domenica 11 settembre 2011

Testa dura


Hai la testa più dura di tuo nonno
Tenera nonnina dai capelli d'argento
esile come un filo d'erba
forte come una canna di bambù.
Il tuo ritornello echeggiava
sopra i tetti della città
come la campana di una chiesa
che segna le ore.
Ti avvicinavi minacciosa
la tua mano si alzava
ed una carezza cadeva
sulle guance del bimbo sorridente
Hai la testa più dura di tuo nonno
Ripetevi senza sosta
lanciando sguardi dolci ma severi
ai tuoi uomini di casa.
Un bacio al tuo bimbo
uno sguardo pieno d'amore
all'uomo segnato dalle
intemperie del tempo
"Ma non fare come tuo nonno
che con la sua testardaggine
non ha ottenuto niente nella vita
nemmeno una pensione per le ferite di guerra"
Hai la testa più dura di tuo nonno
Era il tuo cruccio quello della pensione
e la tua guerra personale
mai vinta nonostante una inesauribile tenacia.
Il nonno ti faceva impazzire
con le sue prestazioni da vero atleta
durante le prove da sforzo
e tu tornavi a casa paonazza.
Toccò anche a te arrenderti
quando all'ultima visita
il nonno impegnandosi allo spasimo
sfasciò l'ennesimo vogatore,

Hai la testa più dura di tuo nonno
"Usa la tua testa dura
per inseguire i tuoi sogni
e raggiungere i tuoi obiettivi".
Ripetevi senza sosta
al bimbo dai capelli color del grano
accarezzandolo con amore
con la tua fragile mano.
Desideravi con tutta te stessa
che quel bambino dalla testa di legno
usasse la sua determinazione
per fare strada nella vita
Hai la testa più dura di tuo nonno
Cara nonna da tempo ormai
la tua voce e le tue raccomandazioni
non mi indicano più la strada giusta.
Ho imparato a camminare da solo
ho seguito i tuoi consigli
ho raggiunto molti obiettivi
con la testardaggine che ben conoscevi.
Ma nella vita non sempre è sufficiente
essere testardi e caparbi per ottenere ciò che si vorrebbe
qualcosa si deve sempre lasciare per strada.
Alla fine c'e' sempre un addio nella vita
che non avresti mai voluto pronunciare

Come quello che un giorno dissi a te
cara nonna dai capelli di argento.

venerdì 9 settembre 2011

La festa nella festa


Nella mia famiglia le patate lesse erano considerate una vera e propria tragedia. Mio padre e mio nonno ne avevano mangiate a quintali negli anni della guerra ed i loro racconti le avevano fatte diventare indigeste a tutti noi. Ma quando nonna Gerbina la domenica, appena alzata, metteva le patate a lessare, nessuno si preoccupava: quella sarebbe stata una domenica speciale e per me una festa nella festa.

Aspettavo con trepidazione la fine della cottura. La nonna non diceva niente ma sapevo che avrebbe avuto bisogno di me. E quel momento sarebbe presto arrivato. Seguivo Gerbina in tutti i suoi movimenti cercando di non intralciarla. Una volta cotte, le patate dovevano raffreddare ed io, di nascosto, ci soffiavo sopra per accelerare i tempi. Quando Gerbina brandiva finalmente il coltello, quello era il segnale che la parte più noiosa di tutte le operazioni era terminata. Il mio lavoro stava per iniziare. Prendevo il passatutto e macinavo le patate che la nonna mi passava dopo aver pelato ad una ad una.

Finita questa prima fase la nonna diventava di nuovo la protagonista assoluta della mattinata. Era il momento più delicato: quello della preparazione dell'impasto. Le sue mani fragili, affusolate e piccolissime lavoravano con un'energia inaspettata. Io osservavo con apprensione, il cuore che accelerava ad ogni giro della pasta, mentre le sue dita sembravano spezzarsi da un momento all'altro. L'impasto invece prendeva lentamente forma, diventava omogeneo, si ammorbidiva al punto giusto. Trascorsi 10 minuti che sembravano un'eternità, l'impasto era finalmente pronto. Solo allora riprendevo a respirare regolarmente. La nonna, che aveva avvertito la mia tensione, si avvicinava e mi lasciava una carezza sulla guancia.

Era arrivato finalmente il momento in cui i topini avrebbero preso vita. Ancora una volta io e la nonna lavoravamo in perfetta sintonia. Lei prendeva un pezzo di impasto, lo modellava formando una specie di serpentello, lo tagliava a tocchettini e lasciava a me la magia finale. Prendevo ogni singolo pezzetto e spingendo un dito nel centro ottenevo la classica forma. Poi adagiavo uno per uno i topini ormai pronti sulla tavola di legno. Alla fine, entrambi soddisfatti, guardavamo compiaciuti il risultato del nostro lavoro.

A pranzo avrei ricevuto gli immancabili complimenti di nonna Gerbina e le sue affettuose parole, davanti a tutta la famiglia, sarebbero state per me la vera festa.



martedì 30 agosto 2011

Lunabaci


Disco dorato
raccogli desideri
sopiti ricorrenti

Lascio a te baci
raccolti a grappolo
stivati nel tuo grembo

Abbandonali
come gocce di pioggia
in riva al mare

Piccoli messaggi
svolazzanti
fra le serrande abbassate

Ad uno ad uno
partiti dal cuore
stringetevi in carezze

Lisciate quelle spalle
sfiorate quei seni
posatevi sulla quella bocca

Fate cintura
di passione
a scuotere il respiro

sabato 27 agosto 2011

In dono di carezze


Nei momenti grigi
in assenza di sole
mille carezze vorrei trovare
fino a scaldare l'anima

Inconsapevole
mille carezze
ogni giorno donerei
per arrivare nel profondo del cuore

Mille carezze
in silenzio lascio al vento
per superare le curve
di una strada senza fine

Mille carezze
per sempre
in me conservo
compagne fedeli della notte

Ogni carezza
come le onde del mare
porterà le mie parole
a raccontare una storia infinita

Ogni carezza
provoca un brivido
mentre il silenzio di sguardi intensi
invita le labbra ad incontrarsi

Ogni carezza
e' un piccolo passo
per trasformare un sogno
nella realtà desiderata



domenica 21 agosto 2011

Vola ....


Ho lasciato pensieri
sparsi sul ciglio della strada
dietro ad una curva
ormai nascosta dal tempo
per ritrovare il desiderio di una vita

Ripercorro un sogno
dove l'anima
si perde fra dolci carezze
avvolta dalla passione di baci intensi
perduta nel profondo di un sorriso

Le lunghe notti
una dietro l'altra si rincorrono
sotto le coperte di un sentimento
sbocciato in un giorno come tanti
ancora vivo nei ricordi

Libera il cuore
come un gabbiano sopra il mare,
il vento scaccerà le sue paure
allontanerà i timori della vita
lo lascerà pronto da indossare

Seguirò quel volo
con la forza del mio destino
fino a quando libero e leggero
accompagnerò quella mano
su un unico sentiero.


mercoledì 17 agosto 2011

Infinito viaggio


Scorrono i giorni
uno dietro l'altro
attraversando una storia
senza fine
Nascondono un sogno
nelle pieghe dell'anima
pronto a diventare
realtà di vita desiderata
nel profondo del cuore.
Scorre lentamente il tempo
verso una chimera
comparsa all'improvviso
una sera in riva al mare
alla luce fioca della luna.
Sorgente di vita intensa
profondamente inquieta
compagna di un percorso
ininterrotto senza sosta.
Come in un viaggio verso un porto
irraggiungibile oltre l'orizzonte,
guardo verso l'infinito
per trovare la forza di un sentimento
perso nei meandri dell'universo,
scaccio la malinconia
della lontananza
mentre un profumo intenso
alimenta un desiderio senza fine
di ritrovare
la strada tracciata
fra le pieghe dell'anima.


mercoledì 10 agosto 2011

Chissa se ...


Ho camminato
per sentieri sconosciuti
in cerca della linfa
per il mio cuore

Ho volato
nelle notti infinite
fra stelle e pianeti
per trovare un sogno

Ho solcato
mari calmi e tempestosi
a inseguire quell'onda
che riempe l'anima

Speranza
ormai perduta
dispersa nella eterna illusione
di un sentimento infinito

Moribondo ferito
perduto nel buio profondo
ho trovato un tortuoso sentiero
a confortare la mia sete

In una tiepida sera
incrociarsi di sguardi
in assenza di parole,
chissà se ….

Titubante è iniziato
un nuovo cammino
curva dopo curva
sospinto da un miraggio senza tempo

Ho cancellato
le delusioni del passato
annullando il dolore
per far rivivere la speranza

Passo dopo passo
ho sfiorato quelle mani
ho sorvolato un'anima inquieta
illuso dal calore nuova vita
chissà se ….

Carezze sulla pelle delicata
languore che invade
desiderio che incalza
profumo che stordisce
chissà se ….



martedì 9 agosto 2011

Da tenere


E' da tenere a cuore il mio cuore
come un dono prezioso,
cerca rifugio fra dolci carezze
che scendono come gocce di rugiada
sul mio viso trasognato.
Sono da tenere a labbra le mie labbra
come un dono delicato,
pronte a ricevere un dolce sapore
che inebria l'anima
orfana di sentimento.
E' da tenere a mano la mia mano
come un dono sincero,
rafforza la forza
sostiene i timori
respingendo il buio della notte.

Scolpisco le mie parole
contro il trascorrere del tempo,
le lascio al sole di una nuova primavera
fedeli compagne di passi incerti ma sicuri
verso una luce sorta all'improvviso.


martedì 2 agosto 2011

In riva al mare


Con passo deciso
cammino in riva al mare
come un gabbiano sperduto
fra giunchi e dune di sabbia

Lascio una carezza sui capelli,
mossi dalla brezza mattutina,
profumati dal sapore del sale
lisciati da mano nervosa.

Guardo nei pensieri profondi,
cavalcano le onde biancastre,
sognano un futuro cammino
liberati dai lacci del tempo.

Riscaldo gelide mani,
stringono con forza un cuscino,
indicano l'orizzonte lontano,
afferrano la sabbia scossa dal vento.

Sfioro morbide labbra,
sorridono insieme a sguardi profondi,
protese a cercare la forza,
nascosta nel profondo dell'anima

Alla marea dono il mio cuore
sostegno a paure infinite,
ascolta un dolce lamento
che canta una forte speranza


mercoledì 27 luglio 2011

Istanti di vita

Ho lasciato in riva al mare
la malinconia di giorni solitari
con l'amica solitudine
per cercare quella strada
disseminata baci desiderati

Due fiammelle brillano
nella nebbia dell'orizzonte,
malinconia che sorride
nella speranza del ritorno
di dolci carezze

Incontro di pensieri
rimasti in sospeso
separati dal gioco della vita
alimentano le ore
da trascorrere insieme

Uno dietro l'altro
scorrono istanti di vita
accompagnati dalle note
di una melodia senza tempo
e dal profumo di un'anima inquieta

Non lascerò solo il cuore
ad affrontare il trascorrere
dei giorni che saranno,
scaccerò la solitudine
con la forza del sentimento



venerdì 22 luglio 2011

La tela del silenzio


Porta il silenzio
parole nel vento
soffiate fino al cuore

Segni indelebili
coperti da petali
seminati sul corso della vita

Fra le onde del mare
torno a vedere il sogno
di una strada infinita
persa fra le stelle

Passi incerti
alla luce fioca della luna
per ritrovar la vita
fra promontori e valli

Raccatto ricordi
freschi nella rugiada del mattino
abbandonati dal tempo
nel cassetto della memoria

Stesi sulla via
tornano a tessere
una storia vissuta
come un battito d'ali di farfalla


giovedì 21 luglio 2011

Il vogatore


Mezzogiorno era trascorso da qualche minuto e i nonni sarebbero rientrati a casa da un momento all'altro. L'ansia dell'attesa era palpabile nella piccola cucina sopra i tetti della città dove io ed i miei genitori attendevamo il ritorno di nonna Gerbina e di nonno Renato dall'ennesima visita per poter assicurare al nonno la pensione di invalidità. Quella pensione era diventata una ragione di vita per la nonna, una specie di traguardo che avrebbe voluto raggiungere ad ogni costo e che, forse, senza la testardaggine di Renato, sarebbe già stato conseguito da tempo. Fu una mattina di qualche anno prima che la nonna, osservando il fisico del nonno, martoriato come il fusto di una quercia esposta per secoli alle intemperie del tempo, aveva deciso che tutte quelle cicatrici meritavano almeno un riconoscimento come la pensione di invalidità.

Un pezzo di rotaia da 800 grammi conficcatasi durante un bombardamento nella spalla destra; una scheggia di un proiettile entrata nel petto e miracolosamente si era fermata sul cuore; una botte piena di vino che aveva terminato la sua corsa sulla gamba del nonno; questi gli incidenti che avevano cercato inutilmente di abbattere quella forte quercia. Renato ora camminava malamente, aiutando le gambe malferme con un bastone, ma le sue mani erano ancora due morse d'acciaio e quando entravano in azione facevano veramente paura. Ad ogni visita il nonno non sapeva trattenere quella sua tremenda forza ed i medici finivano per rimanere impressionati dalla potenza sprigionata da mani e braccia, tanto che la domanda per ottenere la sospirata pensione veniva immancabilmente rifiutata.

Quella mattina Gerbina aveva fatto le solite raccomandazioni a Renato “Per favore trattieniti, fingi, fai vedere che non hai forza nelle braccia così come nelle gambe, altrimenti anche questa volta niente pensione”. Renato rispondeva sbuffando e agitando le sue grandi mani in aria “Ma stai un po' zitta, so io che devo fare, non sono mica un bambino” E così fra rimbrotti, sbuffi, braccia che si agitavano come le pale di un mulino a vento, i due vecchietti si avviarono per uscire di casa. Vedere il nonno camminare faceva veramente impressione: sembrava sempre che da un momento all'altro dovesse cadere senza più rialzarsi. Tutto curvo con il bastone in mano, trascinava la gamba destra in un movimento strano, non riuscendo ad alzare completamente il piede da terra che ad ogni passo strusciava il suolo lateralmente. Le forti braccia ed il bastone sopperivano a quelle gambe malferme.

La porta finalmente si aprì ed i due vecchietti fecero il loro ingresso in casa. Fu sufficiente uno sguardo per capire che anche quella volta qualcosa era andato storto. Gerbina, la cui carnagione era solitamente bianca e pallida, era tutta paonazza e livida dalla rabbia. Renato, più taciturno, sbuffava anche lui abbastanza alterato. Nessuno osava dire niente o fare domande ma la nonna non tardò a sfogarsi. “Mentre eravamo in sala di attesa mi sono raccomandata come sempre. Renato stai attento, controllati, fingi di stare male o di non farcela. Questa volta ti fanno una prova con il vogatore, mi raccomando dopo qualche secondo rallenta, non fare come solito tuo .... ma non ho fatto in tempo a finire che lui già mi urlava di stare zitta. Ed allora mi sono messa buona ad aspettare che lo chiamassero. E' arrivata un'infermiera e ci ha portati nell'ambulatorio dove il medico stava aspettando. Ha guardato la domanda, ci ha detto di raccontare tutti gli incidenti che gli sono accaduti, poi mi ha fatto uscire per visitarlo e per fare il test con il vogatore. Sono uscita e mi sono messa ad aspettare. Dopo dieci minuti torna l'infermiera che mi dice di rientrare. Il nonno era ancora seduto sul vogatore un po' sudato, il medico da una parte guardava con gli occhi sgranati il vogatore. Io dopo aver guardato il nonno, poi il medico, torno con lo sguardo sul vogatore e che cosa ti vedo ?” La nonna si sofferma lasciando quella frase sospesa in aria, ma nessuno ha il coraggio di chiederle di proseguire. Lei lancia uno sguardo a Renato e poi conclude la frase “Il vogatore aveva entrambi i remi ...... spezzati”

Nonna Gerbina se n'e' andata prima del suo Renato con il cruccio di quella pensione e ironia della sorte la pensione è arrivata pochi mesi prima che anche il nonno la raggiungesse. Siamo sempre rimasti con il dubbio che la tanto desiderata pensione fosse stata concessa non tanto per i malanni di nonno Renato, ma piuttosto perché in ospedale si erano stancati di dover acquistare ad ogni visita un nuovo vogatore.




lunedì 18 luglio 2011

In pensieri della sera


Una brezza tiepida
porta quel profumo che scorre
lento nella quiete della sera
su strade infinite
che non vedono la meta

Rivivo dolci sogni
caldi come la notte
che sommergono il cuore
come la marea ricopre
un sasso abbandonato sulla spiaggia

Rincorro le emozioni vissute
cercando di capire cosa sia
quel brivido dopo il risveglio,
quel cercare senza sosta
sciogliendo i nodi del passato

Passioni che ritornano,
dolcezze che non dimentico,
rincorrendo ricordi
nel mulinello del tempo che passa
e lentamente mi porta lontano

Come il mare
che in lontananza incontra il cielo
immagino di ritrovare
la serenità perduta insieme a
quella quiete che riempe la vita

Pensieri che salgono
dal profondo dell'anima
invadono la mente
rompono gli argini della ragione
arrivano in fondo al cuore
alimentando un desiderio infinito nato
dalle profondità della notte


venerdì 15 luglio 2011

L'onda


Lenta l'onda del mare
sulla spiaggia deserta infrange le membra,
silenziosa come un'ombra scivola
rotola afferra sommerge la sabbia,
lambisce gabbiani assonnati e distratti
disturbati e cullati dal lento turbinio.

Improvviso un alito di vento sospinge
il tranquillo andirivieni di spuma bianca,
mille spruzzi delicati e leggeri si
librano in aria e una pioggia
argentea ricopre il lieve sonnecchiare
degli ignari inquilini.

Immediato un battito d'ali rompe
l'aria salmastra, nuvolette di sabbia
accompagnano un volo chiassoso
che affronta l'incauta onda come
a volerla imprigionare.

Pochi secondi di intensa lotta poi
l'aria si ferma,
l'onda rallenta riprendendo
il lento cammino,
il volo si arresta,
torna il silenzio
mentre un cielo rosso
prende a cullare il dolce riposo.



lunedì 11 luglio 2011

Pensieri notturni

Un filo di ghiaccio
ha avvolto la notte
lasciando un corpo
disteso in un letto di brina

Sprigiona calore il mio cuore,
libera dal profondo dell'anima
cestini di baci pronti per l'uso
per il lungo cammino

Contrasti di sensazioni
portano in superficie
antichi pensieri
pronti a liberare la vita

Mi aiuta lo ieri,
mi emoziona l'oggi,
mi avvince il domani,
insieme alla paura del tempo

Ogni giorno
un passo dopo l'altro
sogno la meta desiderata
incrociata nel profondo sottocuore

Sfoglio le ore
come petali di fiore
sognando di tornare
a soddisfare un desiderio infinito

Bevo alla fonte
stille di acqua
fino a calmare un'inquietudine
che soffoca la mente
mentre l'inverno ormai lontano,
sospinto dal sole,
sussurra parole
dense di sentimenti



giovedì 7 luglio 2011

Parole che volano

Un fiume di parole
scorre lungo il filo della vita
per raccontare una storia senza tempo
iniziata col profumo del mare

Una dietro l'altra
come tanti sassolini
indicano una strada
da percorrere senza indugio

Parole come carezze
spedite dritte
fino al cuore
a colmare un'inquietudine profonda

Parole come baci
portati dal vento della sera
da posare su morbide labbra
a placare una intenso desiderio

Parole che colorano
emozioni intense
scatenate da ore
trascorse sulla sponda dell'anima

Regalo parole che volano
da tenere dentro la mano,
da guardare senza paura,
da non lasciar scappare

Regalo parole che volano
senza ali in questo tempo infinito
da osservare, da ascoltare
da scolpire nel sottocuore



sabato 2 luglio 2011

La piena


Altera e fiera
ritta davanti in bella posa
mostra le sue beltà sincere

Mercanzia variopinta
nasconde nelle sue pieghe
il vero senso della vita

Esplode e si avvinghia
si offre e si dona
come fonte che appare al viandante
stremato dalla natura arsa e violenta

Si apre si trasforma
rilascia desiderio infinito
passione come un fiume in piena
che sfondati gli argini travolge il cuore


mercoledì 29 giugno 2011

La guardiana del mercato



Al mercato si entrava quasi sempre da Borgo Stretto, imboccando un vicoletto laterale, e il primo banchetto che si incontrava stava sulla sinistra ed era il suo: quello di Berta.

A qualunque ora entravi in piazza, la trovavi al suo posto di lavoro. Ti squadrava da capo a piedi, la sigaretta in bocca, quasi come ad autorizzarti o meno l'ingresso al mercato. Capelli neri, occhi neri, vestiti e gonne scure, voce rauca, un aspetto cupo che contrastava con la vivacità dei colori del suo banco.

Quando la nonna si fermava nel negozio di fronte, io osservavo la vita intorno a Berta. Un mercato dentro il mercato. Le donne timorose passavano svelte a testa bassa e quasi fuggivano. Qualcuna si faceva anche il segno della croce. Le più audaci alzavano lo sguardo di traverso. Berta ricambiava. Le fissava negli occhi e loro proseguivano silenziose.

I ragazzi invece si voltavano coraggiosi verso di lei. L'attrazione era forte e incontrollabile. Alcuni rallentavano il passo tentando di fermarsi. Allora dalla bocca di Berta usciva un ghigno accompagnato da una nuvoletta di fumo. Un gioco di prestigio e un segnale inconfondibile. I ragazzi titubanti riprendevano subito il proprio cammino.

Gli uomini erano i suoi veri clienti. Sul banco di Berta si trovava di tutto. I primi jeans, mai visti fino ad allora. Le prime radioline giapponesi: una sorta di scatolette magiche per chi, fino ad allora, aveva conosciuto solo le radio imponenti che troneggiavano nei salotti di quei tempi. Magliette multicolori e bianche, le prime Fruit: ancora non sapevo che di lì a poco mi avrebbero liberato dalla tortura della maglia di lana dopo il bagno domenicale. Altre decine di cianfrusaglie a me sconosciute, tutti prodotti americani che Berta faceva arrivare dalla vicina base militare di Livorno. Ma gli articoli più ricercati erano altri.

Il primo tenuto nascosto con cura dalla intraprendente commerciante. Ogni tanto un uomo le parlava ad un orecchio. Lei andava dietro al banco. Tornava con un sacchetto di carta. Dentro, ben nascosta, la preziosa stecca di sigarette, naturalmente di contrabbando e americane

Il secondo era in bella vista contenuto in tanti barattolini. L'acquirente era sempre imbarazzato. Si fermava. Osservava indifferente. Toccava. Alla fine sceglieva una di quelle confezioni. Pagava in tutta fretta e scappava. Non capivo. A me sembravano semplicemente palloncini colorati. Un giorno trovai il coraggio e chiesi alla nonna. La risposta fu uno strattone energico e nessuna spiegazione.

Solo qualche anno dopo, quando al mercato andavo ormai da solo, feci la sensazionale scoperta. Berta, la guardiana del mercato, era anche la prima educatrice sessuale di tanti cittadini di quell'epoca: quei barattolini colorati contenevano infatti dei semplici preservativi.